BCE, Mario Draghi non delude le aspettative dei mercati BCE, Mario Draghi non delude le aspettative dei mercati

BCE, Mario Draghi non delude le aspettative dei mercati

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Si è messo contro in tanti, ma Mario Draghi non ha deluso i mercati ed anzi è stato molto più “generoso” di quello che... BCE, Mario Draghi non delude le aspettative dei mercati

Si è messo contro in tanti, ma Mario Draghi non ha deluso i mercati ed anzi è stato molto più “generoso” di quello che ci si aspettava, in quella che potrebbe essere la sua ultima grande mossa da presidente della BCE.

Mario Draghi ha infatti vinto le forti resistenze interne all’Eurotower e ha rilanciato un forte pacchetto di stimoli per far risalire l’inflazione dell’Eurozona, pacchetto basato essenzialmente su di un ulteriore taglio sui tassi dei depositi (10 punti base a -0,5%), il rilancio del piano d’acquisto di titoli (quantitative easing) e alcune misure a favore delle banche.

Nello specifico, il nuovo programma di quantitative easing  prevede l’acquisto di bond per 20 miliardi di euro al mese – contro i 60 miliardi del primo qe – e partirà a novembre per continuare “tutto il periodo necessario a rafforzare l’impatto accomodante dei tassi”.

Il direttivo ha deciso anche, come da attese dei mercati, di tagliare il tasso sui depositi presso l’Eurotower a -0,50% da -0,40%, ma esentando una parte dei soldi depositati dalle banche, che lamentavano un impatto negativo sulla redditività.

E per gli istituti dell’Eurozona arriva anche un nuovo maxi-prestito a lungo termine (Tltro), con scadenza allungata da due anni a tre e tassi più bassi per gli istituti che prestano al di sopra di un certo livello.

Anche se poi Draghi ha anche rimarcato a chiare lettere: la politica monetaria da sola è insufficiente per far ripartire l’inflazione e la crescita dell’Eurozona e “la politica fiscale dovrebbe diventare lo strumento principale per aumentare domanda” e avere “un ruolo molto più attivo”.

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