Intesa San Paolo cresce e picca soprattutto nel trading Intesa San Paolo cresce e picca soprattutto nel trading

Intesa San Paolo cresce e picca soprattutto nel trading

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Negli ultimi anni tutti i principali istituti bancari del mondo, anche i colossi più solidi e in vista, hanno sofferto non poco per far... Intesa San Paolo cresce e picca soprattutto nel trading

Negli ultimi anni tutti i principali istituti bancari del mondo, anche i colossi più solidi e in vista, hanno sofferto non poco per far quadrare i conti, costretti sovente a ricorrere anche a piani di ristrutturazioni con migliaia di licenziamenti ed esuberi.

Per fortuna Intesa San Paolo è riuscita ad invertire il trend e ha portato a casa un risultato di tutto rispetto.

L’istituto ha infatti registrato 13,582 miliardi di ricavi nei primi nove mesi del 2019, il 9,9% in più di un anno fa, battendo le attese di Kepler Cheuvreux per 13,309 miliardi.

Il gruppo guidato dall’amministratore delegato Carlo Messina ha poi fatto nel periodo 3,31 miliardi di utile contro 3,174 miliardi attesi da Kepler.

Inoltre è già stato  raggiunto l’82% dell’utile dello scorso anno, quando la banca aveva registrato 4,05 miliardi di euro. Per il 2019 il manager punta a sfondare quindi quella soglia mantenendo nel contempo il payout ratio dell’80% sulla cedola.

A sostenere la crescita è stata l’attività di trading, che ha controbilanciato la debolezza della componente interessi netti.

Per quanto concerne i ricavi, nel trimestre hanno totalizzato 4,5 miliardi di euro (-3,4% sui tre mesi precedenti, +5,7% sul medesimo periodo dell’anno scorso). Sul fronte delle commissioni nette, il terzo trimestre ha fatto registrare una crescita dell’1,6% a/a, a 1,9 miliardi di euro. In calo sia su base trimestrale (-1,1%) che annuale (-5,6%) gli interessi netti, pari a 1,741 miliardi di euro.

La patrimonializzazione di Intesa Sanpaolo presenta infine un Common Equity Tier 1 Ratio pro forma a regime pari al 14,2%

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