Prezzi, ad ottobre scendono ed è subito deflazione Prezzi, ad ottobre scendono ed è subito deflazione

Prezzi, ad ottobre scendono ed è subito deflazione

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L’Eurozona si mostra sicura di sé ed è certa di riuscire a portare ad un aumento generalizzato dei prezzi in tutta l’area, addirittura puntando... Prezzi, ad ottobre scendono ed è subito deflazione

L’Eurozona si mostra sicura di sé ed è certa di riuscire a portare ad un aumento generalizzato dei prezzi in tutta l’area, addirittura puntando ad un +2%, ma se si guarda agli ultimi dati del nostro paese c’è ben poco di cui essere ottimisti.

Nel mese di ottobre si accentua ulteriormente la flessione tendenziale dei prezzi. Secondo i dati diffusi dall’Istat l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra una diminuzione dello 0,1% su base mensile e un aumento dello 0,2% su base annua (in lieve rallentamento da +0,3% di settembre); la stima preliminare era +0,3%.

Ad ottobre sono tecnicamente nove le
città – tra capoluoghi e grandi comuni – in deflazione, ovvero con
una variazione annua dei prezzi sotto la soglia dello zero. Le flessioni più significative sono quelle registrate per Parma (-0,4%), Ancona (-0,3%) e Aosta (-0,2%); seguono Trento, Ravenna, Perugia, Padova, Cagliari e
Bologna (tutte con un tasso a -0,1%).

La lieve decelerazione dell’inflazione è dovuta principalmente all’ampliamento della flessione dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da -5,3% a -8%), solo in parte compensato dall’accelerazione dei prezzi dei trasporti (da +0,4% a +1,8%). L’inflazione di fondo – al netto di energetici e alimentari freschi e quella al netto dei soli beni energetici – accelerano entrambe da +0,6% a +0,7 per cento.

A ottobre, i prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” – in cui rientrano i beni alimentari, per la cura della casa e della persona – aumentano dello 0,5% su base annua, dallo 0,4% del mese precedente.
Un rincaro superiore al tasso generale (0,2%) ma a confronto con la stima di due settimane fa risulta sensibilmente ridimensionato
(0,8%).

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