Istat, nel 2019 è aumentata la pressione fiscale Istat, nel 2019 è aumentata la pressione fiscale

Istat, nel 2019 è aumentata la pressione fiscale

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Le ultime notizie che in queste ore arrivano dall’Istat non sorprendono affatto: anche nello scorso anno la pressione fiscale per gli italiani è stata... Istat, nel 2019 è aumentata la pressione fiscale

Le ultime notizie che in queste ore arrivano dall’Istat non sorprendono affatto: anche nello scorso anno la pressione fiscale per gli italiani è stata altissima.

Nello specifico, nel terzo trimestre del 2019 la pressione fiscale è stata pari al 40,3%, in calo di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Ma attenzione: guardando ai primi nove mesi dell’anno il dato cumulato risulta pari al 39,2% del Pil, in aumento di 0,3 punti nel confronto tendenziale, registrando così il valore più alto dal 2015, ovvero da quattro anni.

Parallelamente, sempre da quanto si evince dai dati Istat, nello stesso periodo il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,4%. Di conseguenza, la propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è diminuita di 0,1 punti percentuali scendendo all’8,9%.

A fronte di una variazione nulla del deflatore implicito dei consumi, anche il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,3%.

“Bene – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, in merito ai dati relativi ai consumi e dei redditi del terzo trimestre – Anche se la salvaguardia del potere d’acquisto dipende dal raffreddamento dei prezzi, si tratta di un’ottima notizia, che si accompagna a quella positiva di un rialzo del reddito disponibile delle famiglie”.

Per il Codacons, però, i dati Istat rappresentano “solo una illusione ottica e non corrispondono in alcun modo ad un reale arricchimento delle famiglie”.

E il presidente Carlo Rienzi sottolinea: “Reddito e potere d’acquisto degli italiani crescono solo sulla carta e solo grazie ai prezzi al dettaglio bloccati, con l’inflazione che da mesi appare ferma. I consumi invece crescono appena del +0,4% rispetto al trimestre precedente, un dato decisamente deludente. La situazione del potere d’acquisto delle famiglie potrebbe però subire modifiche nei prossimi mesi, a causa del caro-benzina che rischia di determinare una ondata di rincari dei prezzi al dettaglio in tutti i settori”.

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