L’Istat certifica uno shock di dimensioni inimmaginabili all’economia L’Istat certifica uno shock di dimensioni inimmaginabili all’economia

L’Istat certifica uno shock di dimensioni inimmaginabili all’economia

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Lo ha detto anche il premier Giuseppe Conte: dalla fine della seconda guerra mondiale, questa è la più grande tragedia, sociale ed economica, che... L’Istat certifica uno shock di dimensioni inimmaginabili all’economia

Lo ha detto anche il premier Giuseppe Conte: dalla fine della seconda guerra mondiale, questa è la più grande tragedia, sociale ed economica, che il nostro paese si trova ad affrontare.

Ed in queste ore lo certifica anche l’Istat: il diffondersi della crisi sanitaria connessa all’epidemia di covid-19 ”ha imposto limiti alla circolazione delle merci e delle persone e alle attività produttive sempre più stringenti, e ora tali da determinare uno shock di dimensioni inimmaginabili all’economia internazionale”.

”L’attuale contesto d’incertezza non ha precedenti nel dopoguerra”, rimarca l’istituto nella memoria consegnata alla commissione Bilancio del Senato, impegnata nell’esame del decreto legge marzo, che contiene le misure per contrastare gli effetti del coronavirus.

«È immediato ipotizzare che il gap di produzione/valore aggiunto si determinerà in tutta la sua ampiezza nel secondo trimestre, con tutti gli indicatori e le statistiche relative all’economia e al mercato del lavoro che ne registreranno i risultati», ha spiegato ancora l’Istat.

Attualmente, l’Istat “non dispone ancora di informazioni in grado di quantificare l’impatto” delle misure di contenimento, per “il brevissimo lasso di tempo intercorso” dall’inizio del lockdown e per il rapido succedersi dei provvedimenti restrittivi. I primi provvedimenti – spiega – sono stati introdotti a inizio marzo e quindi l’impatto sarà incorporato negli indicatori riferiti a tale mese, che saranno diffusi a maggio.

Al momento le imprese attive, che fanno parte dei settori le cui attività non vengono sospese, sono quasi una su due: poco meno di 2,3 milioni di unità su 4,5 milioni (il 48,7% del totale). Il valore aggiunto generato ammonta a circa due terzi di quello complessivo (circa 512 miliardi di euro).

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