Negli Usa si sono già persi 700 mila posti di lavoro Negli Usa si sono già persi 700 mila posti di lavoro

Negli Usa si sono già persi 700 mila posti di lavoro

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Le conseguenze economiche di questa pandemia globale le vedremo concretamente nei prossimi mesi, ma già i primi dati possono rendere l’idea della terribile crisi... Negli Usa si sono già persi 700 mila posti di lavoro

Le conseguenze economiche di questa pandemia globale le vedremo concretamente nei prossimi mesi, ma già i primi dati possono rendere l’idea della terribile crisi in cui rischiamo di sprofondare.

E non solo noi: basta pensare che negli Usa, che sono stati colpiti più recentemente rispetto a noi e con un impatto attualmente minore, sono già centinaia di migliaia i posti di lavoro andati perduti.

Nello specifico, a marzo oltreoceano il mercato del lavoro ha perso più di 700 mila posti: un dato shock che va ben oltre le attese (si parlava di 100 mila), il peggiore dal maggio 2009 quando fu raggiunto il picco di disoccupati dopo la grande crisi finanziaria.

Il tasso di disoccupazione è quindi schizzato in un mese dal 3,5% al 4,4%.

Sempre per quanto riguarda la disoccupazione, il rialzo di 0,9 punti rappresenta l’aumento maggiore su base mensile dal gennaio 1975; i disoccupati sono aumentati di 1,4 milioni a 7,1 milioni.

Due terzi del calo, quindi quasi mezzo milione di posti di lavoro, sono nel settore del tempo libero e dell’ospitalità. Perdite di posti di lavoro si sono verificate anche nel settore sanitario e dell’assistenza sociale, nei servizi professionali e commerciali, nella vendita al dettaglio e nelle costruzioni.

I salari orari – attentamente monitorati perché indicano l’assenza o meno di pressioni inflative – sono aumentati di 11 centesimi a 28,62 dollari, lo 0,39%; su base annuale sono saliti del 3,1%. La durata della settimana media di lavoro è diminuita di 0,2 ore a 34,2 ore.

 

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