Fisco, ecco come ottenere un credito d’imposta pari al 30% Fisco, ecco come ottenere un credito d’imposta pari al 30%

Fisco, ecco come ottenere un credito d’imposta pari al 30%

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Complice involontario anche il Covid e il conseguente distanziamento sociale, nelle ultime settimane c’è stato un vero e proprio boom dei pagamenti elettronici: sarà... Fisco, ecco come ottenere un credito d’imposta pari al 30%

Complice involontario anche il Covid e il conseguente distanziamento sociale, nelle ultime settimane c’è stato un vero e proprio boom dei pagamenti elettronici: sarà che con tutto chiuso abbiamo acquistato quasi tutto online, sarà che avvicinarsi per pagare e ricevere il resto non è igienico e tutti abbiamo capito che il rischio di contagio è alto.

Il governo, dal canto suo, è da anni che spinge con tutti i mezzi a sua disposizione per limitare l’uso dei contanti, per riuscire a tracciare il denaro circolante, e limitando di conseguenza l’economia sommersa.

Nella legge di Bilancio 2020 sono presenti diversi incentivi per l’utilizzo di sistemi di pagamento elettronici sia per i clienti finali sia per commercianti e professionisti che installano POS all’interno delle loro attività. Questi ultimi, nel caso abbiano conseguito ricavi e compensi per un importo non superiore a 400mila euro, possono usufruire di un credito d’imposta pari al 30% delle commissioni dei pagamenti accettati.

Con provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Banca d’Italia in queste ore ha individuato le modalità e i criteri con cui i prestatori di servizi di pagamento, che hanno stipulato un contratto di convenzionamento con gli esercenti, devono trasmettere – mensilmente e per via telematica – l’elenco delle transazioni effettuate e le informazioni relative alle commissioni corrisposte.

In particolare, i dati devono essere trasmessi utilizzando il Sistema di Interscambio Dati (SID), organizzati in file conformi alle specifiche tecniche allegate al Provvedimento. Per predisporre i dati viene utilizzato il software di controllo e di preparazione dei file, reso disponibile gratuitamente dall’Agenzia delle Entrate.

Ai fini dell’agevolazione, rilevano le commissioni addebitate agli esercenti in relazione a cessioni di beni e prestazioni di servizi rese nei confronti di consumatori finali a partire dal 1° luglio 2020. Il credito è riconosciuto a condizione che gli esercenti, nel corso dell’anno d’imposta precedente a quello di riferimento, abbiano conseguito ricavi e compensi per un importo non superiore a 400.000 euro.

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