BCE, verranno usate risorse per il 10% del Pil della zona euro BCE, verranno usate risorse per il 10% del Pil della zona euro

BCE, verranno usate risorse per il 10% del Pil della zona euro

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Col progredire inesorabile della pandemia e delle inevitabili ripercussioni economiche, si è finalmente capito che nessun paese europeo riuscirà a sfuggire alla morsa della... BCE, verranno usate risorse per il 10% del Pil della zona euro

Col progredire inesorabile della pandemia e delle inevitabili ripercussioni economiche, si è finalmente capito che nessun paese europeo riuscirà a sfuggire alla morsa della crisi economica, che si abbatterà in Europa con una potenza che non si poteva neppure immaginare.

Ecco quindi che gli strumenti che si adotteranno per contrastarla dovranno essere all’altezza, e lo ha compreso anche la BCE, che finora si era mostrata titubante, quando non proprio restia.

Christine Lagarde, presidente della Bce, intervenendo al convegno “The State of the Union”, è tornata a ripetere per l’ennesima volta che la politica monetaria non basta, fornendo anche alcune stime sullo sforzo fiscale aggiuntivo: tra mille e 1.500 miliardi di euro, più del 10% del pil della zona euro.

Il suo invito è alla cooperazione. «Dal momento che non si può incolpare nessuno per questa crisi, dobbiamo garantire che non ci sia alcun vincolo indebito per la nostra risposta politica», ha spiegato. «Altrimenti – ha aggiunto – rischiamo di ampliare le asimmetrie e di uscire dalla crisi con divergenze economiche più ampie». «Non tutti i paesi devono reagire allo stesso modo – ha detto ancora – ma ciascuno di essi deve essere in grado di rispondere come è necessario».

“Ogni volta che gli europei hanno sentito minacciati i risultati raggiunti non si sono tirati indietro, rafforzandoli – ha aggiunto -. Oggi la pandemia di Coronavirus mette alla prova questa tesi. Stiamo vedendo ancora una volta quanto siamo diventati interdipendenti. Se tutti i paesi non guariranno da questa crisi, gli altri ne soffriranno, e non solo in termini di salute, ma anche economicamente”. Ogni paese dell’Eurozona “deve poter rispondere come necessario” allo shock economico posto dalla pandemia, “altrimenti rischiamo di ampliare le asimmetrie e di uscire dalla crisi con una divergenza economica ancora più ampia”, ha concluso.

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