Nissan, tagli sostanziosi nei costi e nel personale Nissan, tagli sostanziosi nei costi e nel personale

Nissan, tagli sostanziosi nei costi e nel personale

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Tra i colossi del settore automobilistico che più stanno soffrendo la crisi c’è senza dubbio Nissan: il gruppo infatti già aveva dovuto affrontare non... Nissan, tagli sostanziosi nei costi e nel personale

Tra i colossi del settore automobilistico che più stanno soffrendo la crisi c’è senza dubbio Nissan: il gruppo infatti già aveva dovuto affrontare non pochi problemi, ma il prolungato lockdown e la caduta libera della domanda gli hanno assestato un colpo durissimo.

Ecco quindi che non stupisce affatto il nuovo piano industriale: a chiusura di un anno fiscale al 31 marzo in cui le vendite sono crollate del 13,2% (fino a 4,8 milioni di unità) e con la prima perdita operativa dopo 11 anni, il suo nuovo piano di ristrutturazione è a base di lacrime e sangue.

Innanzitutto, nell’ambito del piano quadriennale, Nissan per uscire dalla crisi ridurrà i costi fissi, ottimizzando la sua capacità produttiva, la gamma di prodotti a livello globale e le spese.

Nello specifico, Nissan punta a raggiungere un margine di profitto operativo del 5% e una quota di mercato globale sostenibile del 6% entro la fine dell’anno fiscale 2023, compresi i contributi proporzionati dalla sua joint venture azionaria al 50% in Cina.

Si prevede poi la chiusura dell’impianto di Barcellona in Europa. Nel vecchio continente rimarrà attivo solo il sito inglese di Sunderland.

Una scelta che, però, porterà quasi 3.000 lavoratori ad essere licenziati, senza contare i problemi per l’indotto. Sarà chiuso anche il sito dell’Indonesia. Le attività del marchio si concentreranno nei mercati di Giappone, Cina e Nord America come già emerso dal nuovo piano dell’Alleanza.

Inoltre il brand punta a razionalizzare la gamma globale di prodotti del 20% (da 69 a meno di 55 modelli).

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