Condono, l’ipotesi che spacca nuovamente la classe politica Condono, l’ipotesi che spacca nuovamente la classe politica

Condono, l’ipotesi che spacca nuovamente la classe politica

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Il periodo è di quelli difficili: famiglie e imprese già non si erano ancora ripresi dalla grave crisi economica che aveva attanagliato il paese... Condono, l’ipotesi che spacca nuovamente la classe politica

Il periodo è di quelli difficili: famiglie e imprese già non si erano ancora ripresi dalla grave crisi economica che aveva attanagliato il paese a partire dal 2008, ed ora questa attuale rischia di dare il colpo finale.

Potenzialmente milioni di posti di lavoro sono a rischio, solo per quest’anno il Pil rischia una flessione di oltre dieci punti percentuali, e paura e pessimismo sono i sentimenti dominanti tra la popolazione.

Allo stato attuale una riforma fiscale, che riduca in cuneo fiscale, non è più rimandabile, ma che ne sarà dei vecchi debiti?

Negli ultimi anni sono state già introdotte più di una rottamazione ma desso si pensa addirittura a un condono.

Se lo augura il leader della Lega, Matteo Salvini: “Ci sono 8 milioni di cartelle esattoriali pronte all’invio dall’Agenzia delle entrate che ti chiedono fai la media 100 euro – ha detto in una trasmissione radiofonica -, ma quei 100 euro rischiano di essere la mazzata decisiva per famiglie e imprese. Allora io Stato ti chiedo il 20% e tu torni a vivere. O ricostruisci così o non riparti più”.

“Dopo l’emergenza sanitaria siamo nel pieno di un’emergenza economica, nel corso della quale inaccettabile parlare di tasse. Il condono fiscale una misura necessaria e urgente: serve l’azzeramento dei debiti che le imprese avevano con lo Stato. Quanto previsto nel Dl semplificazioni un punto di partenza ma non sufficiente: le imprese hanno bisogno di una reale prospettiva di rinascita o chiuderanno i battenti definitivamente”, gli fa eco il presidente dell’Associazione Nobilita, Gabriele Manconi.

Dal canto suo, però, il Presidente del Consiglio Conte ha espresso la propria distanza da una simile misura: effettuare il condono non significherebbe soltanto consentire ad una certa somma di capitali di rientrare in Italia, ma anche “chiudere un occhio” su tutti i reati che hanno determinato un accumulo così spropositato di capitali, senza che venissero intaccati dalle varie detrazioni fiscali.

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