5G, i comuni non possono opporsi all’installazione delle antenne 5G, i comuni non possono opporsi all’installazione delle antenne

5G, i comuni non possono opporsi all’installazione delle antenne

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La scienza non ha ancora dato una risposta univoca, o almeno non ci sono ancora studi che abbiano dato risposte definitive, e per questo... 5G, i comuni non possono opporsi all’installazione delle antenne

La scienza non ha ancora dato una risposta univoca, o almeno non ci sono ancora studi che abbiano dato risposte definitive, e per questo la domanda è ancora aperta: la nuova tecnologia 5G fa male alla salute? È più nociva delle tecnologie che la precedono? L’esposizione alle sua antenne è cancerogena?

In mancanza di risposta univoca, in questi mesi sono stati tantissimi i sindaci italiani che si sono fatti sentire ed hanno negato la possibilità di far istallare le antenne nei propri comuni.

Secondo il sito “Alleanza Italiana per lo Stop al 5G”, che si è fatto promotore di questa campagna, sarebbero più di 500 i comuni o gli enti italiani che in forme diverse hanno preso provvedimenti contro il 5G.

Il “principio di precauzione” è la premessa della maggior parte delle ordinanze che in piccoli paesi, ma anche in capoluoghi di provincia come Vicenza, Udine, Grosseto e Siracusa, hanno bloccato la diffusione sul territorio della rete 5G.

Ma ora tutto è destinato a cambiare: nel decreto semplificazioni del Governo, che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo l’approvazione da parte del Parlamento, ha reso carta straccia le ordinanze di 500 sindaci che si erano opposti all’installazione delle antenne per il 5g.

Di fatto, i primi cittadini non potranno più bloccare il 5G nelle città.

L’emendamento recita che “i comuni possono adottare un regolamento per assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti e minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici con riferimento a siti sensibili individuati in modo specifico, con esclusione della possibilità di introdurre limitazioni alla localizzazione in aree generalizzate del territorio di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche di qualsiasi tipologia e, in ogni caso, di incidere, anche in via indiretta o mediante provvedimenti contingibili e urgenti, sui limiti di esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, sui valori di attenzione e sugli obiettivi di qualità, riservati allo Stato ai sensi dell’articolo”.

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