Moda, export in calo: il settore punta su ambiente e tech per rialzarsi Moda, export in calo: il settore punta su ambiente e tech per rialzarsi

Moda, export in calo: il settore punta su ambiente e tech per rialzarsi

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La pandemia ha colpito l’economia di tutto il mondo in praticamente ogni settore e la moda italiana non fa eccezione. In una situazione del... Moda, export in calo: il settore punta su ambiente e tech per rialzarsi

La pandemia ha colpito l’economia di tutto il mondo in praticamente ogni settore e la moda italiana non fa eccezione. In una situazione del mercato in cui è la Lombardia a farla da padrone – in questa Regione lavorano poco meno di 90mila addetti a tessile, abbigliamento, maglieria, pelletteria e calzature, circa un quinto del totale nazionale – è l’export di moda a fare da traino per la filiera, con un valore che solo in terra lombarda ha raggiunto i 14 miliardi di euro nel 2019. Si tratta di un quarto del totale delle esportazioni dall’Italia per quanto riguarda il settore, con una crescita di quasi 4 miliardi di euro negli ultimi undici anni. Un fattore dunque importante se non cruciale, che però ora risente degli effetti delle restrizioni necessarie per combattere il Covid-19.

La pandemia fa calare l’export: 6,8 miliardi di euro in meno rispetto al 2019

Secondo i dati elaborati dalla Camera di commercio di Milano sul primo semestre del 2020, l’export moda continua ad essere il settore che guida le vendite all’estero con 21 miliardi di euro di valore; c’è però una decrescita importante se si fa il paragone con i primi sei mesi dell’anno precedente, in cui il valore delle esportazioni nel campo della moda era di 27,8 miliardi di euro. Una differenza di 6,8 miliardi che colpisce trasversalmente tutte le Regioni italiane ma che si fa sentire di più in quelle che sono abituate a produrre su larga scala, come la Lombardia (da 6,9 miliardi a 5,2 miliardi), la Toscana (da 6,9 miliardi a 4,5 miliardi) o il Veneto (da 5,3 miliardi a 4,2 miliardi). Il settore quindi fortunatamente non si è fermato ma di certo si sono concretizzate le preoccupazioni dovute alla pandemia.

Sostenibilità e tecnologia i punti fermi da cui ripartire

Lo scenario dei prossimi mesi è tutt’altro che certo, con la pandemia che ancora non è sconfitta e potrebbe portare nuove oscillazioni nell’economia globale, compreso il settore dell’export moda. Uno studio commissionato da Il Sole 24 Ore a Intesa Sanpaolo afferma che il sistema moda sarà il comparto italiano che si riprenderà più lentamente, passando in ogni caso attraverso un 2020 di crisi ed aspettando il 2021 per poter vivere una parziale rinascita. Sarà quindi importante in questa fase che le imprese della moda si confrontino con i temi della digitalizzazione e della sostenibilità, esigenze che i consumatori tengono sempre più in considerazione quando scelgono un prodotto. Il settore dell’abbigliamento italiano non deve fare eccezione da questo punto di vista e un segnale si è visto già a Milano Unica, la fiera del tessile di alta gamma tenutasi l’8 e 9 settembre a Rho, con molte aziende che hanno fatto propria questa filosofia di incontro tra tecnologia, tradizione ed economia circolare.

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