Google auguri alla Callas, Doodle festeggia i suoi 90 anni Google auguri alla Callas, Doodle festeggia i suoi 90 anni

Google auguri alla Callas, Doodle festeggia i suoi 90 anni

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Oggi Google ci accompagna con un doodle in cui si celebra oggi il 90° compleanno di Maria Callas. Scomparsa in solitudine a Parigi il 16... Google auguri alla Callas, Doodle festeggia i suoi 90 anni

Oggi Google ci accompagna con un doodle in cui si celebra oggi il 90° compleanno di Maria Callas.

Scomparsa in solitudine a Parigi il 16 settembre del 1977, Cecilia Sophia Maria Anna Kaloghero’poulos, fu conosciuta dal pubblico come Maria Callas.

Maria Callas nacque a New York il 2 dicembre del 1923, e la sua voce e il suo inconfondibile stile le hanno permesso di passare alla storia come il più grande soprano di sempre che la storia del bel canto abbia conosciuto.

callas google doodle

Definita e appellata come “diva” o “divina”, grazie alla sua voce scura e potente (il suo registro si estendeva dal sol diesis al mi bemolle), e ad una tecnica impeccabile, Maria Callas fu la passione di molti.

Studiò e iniziò a cantare in Grecia per spostarsi presto nelle capitali europee, nonostante la guerra, e tornare negli Usa dal 1945 al ’47 dove assunse definitivamente il nome di Callas

Su di lei vanno a coincidere i mondi più diversi, da Riccardo Muti, che dice che fu per la voce quel che Toscanini fu per l’orchestra, a Pier Paolo Pasolini appunto che la definisce ”la più moderna delle donne, in cui tuttavia vive una creatura antica, strana, misteriosa, arcana, che cela terribili conflitti interiori”, dalla cantante Rina Kabaivanska, per la quale era una musicista dall’istinto formidabile capace di salire alle vette più alte, a Patty Smith, che ha confessato di aver imparato a cantare il rock anche grazie alla Callas, alla sua espressività: ”in lei vedevo qualcuno capace di rendere leggero, di innalzare e assieme rendere profondo ciò che cantava, mi arrivava la sua fragilità e la sua potenza”.

Maria Callas non si fa dimenticare nemmeno per il fascino, l’eleganza, la sua vita di donna, i suoi amori, l’aver fatto parte del jet set e del mondo della cultura contemporaneamente, da Pasolini ad Onassis.

Del 1957 è l’incontro con Aristotele Onassis, per il quale in breve lascia il marito e con cui resta sino al 1968, quando questi sposa a sorpresa la vedova Kennedy. Nella ultima parte della sua carriera prevale la sua forza d’attrice e con Pasolini, che fu il suo amore impossibile, gira una storica ”Medea”. Nel 1973 e nel ’74 si fa convincere da Giuseppe Di Stefano, altro suo amore molto sofferto, o almeno così si dice, a un’ultima tournee mondiale che si chiude a Sapporo nel 1974, con la sua ultima esibizione pubblica.

Anni e anni di successo, di un repertorio molto vario, di ovazioni e di copertine dei rotocalchi, di studio, che non abbandonò quasi mai ma anche di delusioni personali, di beghe con i teatri, le prese di posizione provocatorie (come quando nel ’58 abbandona dopo il primo atto la ”Norma” a Roma, presente il Presidente della repubblica) di litigi ingigantiti dalla stampa, che il pubblico non l’abbandonò mai e i melomani ormai ne stavano facendo una leggenda. Ancora oggi resta un modello, come testimoniano le sue sempre ristampate incisioni disco, in cui si evidenzia come riuscisse a legare l’antico col suo tempo: per esempio, ricorda Mario Messinis, la lady Macbeth verdiana la riagganciava persino a tradizioni belcantistiche, ma nel contempo ne sapeva esasperare modernamente le tensioni visionarie, il lampeggiare demoniaco.

Che ne dite?

Un doodle in memoria di una grande voce, e di una grandissima donna.

 

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