L’ignoranza provoca il cancro: Fumo passivo uccide L’ignoranza provoca il cancro: Fumo passivo uccide

L’ignoranza provoca il cancro: Fumo passivo uccide

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L’ignoranza provoca il cancro: Fumo passivo uccide L’80% degli italiani non conosce i danni che il fumo passivo provoca. Ad esempio? Il cancro ai... L’ignoranza provoca il cancro: Fumo passivo uccide

L’ignoranza provoca il cancro: Fumo passivo uccide

L’80% degli italiani non conosce i danni che il fumo passivo provoca.

Ad esempio?

Il cancro ai polmoni.

Il 25% della popolazione è esposto alle sigarette fumate da altri.

Il 71% fuma regolarmente nei luoghi chiusi

Il 49% addirittura in presenza di bambini.

L'ignoranza provoca il cancro: Fumo passivo uccide

Saranno 50mila i casi di cancro al polmone diagnosticati in Italia entro la fine del 2014. Un dato ben oltre la media dei 38mila, rispettata fino al 2013. Preoccupano le prime anticipazioni dell’indagine di Aiom (Associazione italiana di Oncologia medica), realizzata con il patrocinio della fondazione “Insieme contro il Cancro” e dell’associazione dei pazienti “Walce” (Women against lung cancer in Europe), presentata oggi a Milano.

La pubblicazione, attesa a ottobre, evidenzia la necessita’ di un maggiore impegno per la prevenzione e la diagnosi precoce.

Nel 2013 sono stati 34mila i decessi per carcinoma polmonare, prima causa di morte per tumore negli uomini (26%) e la terza nelle donne (11%).

Il 90% di questi decessi e’ provocato dal fumo attivo e passivo, cosa che aumenta di un terzo la possibilita’ di contrarre questa malattia. Sono 342mila all’anno i decessi in Europa e 600mila nel mondo.

Diamo i numeri?

No semplicemente vi riportiamo l’inquietante scenario che emerge dal sondaggio nazionale condotto dall’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) e concluso nel luglio scorso su oltre 3mila persone.

L’indagine fa parte della campagna nazionale di sensibilizzazione sul tumore ai polmoni, promossa dall’associazione con il patrocinio della Fondazione Insieme contro il Cancro e dell’associazione dei pazienti “Walce” (Women Against Lung Cancer in Europe).

Dall’analisi emerge una pericolosa ignoranza: per il 43% degli intervistati dire addio alle sigarette non riduce il rischio di sviluppare il cancro, e quasi la metà (48%) pensa che questo tipo di tumore non si possa prevenire.

Niente di più sbagliato, come spiega Carmine Pinto, presidente Aiom e direttore del reparto di Oncologia medica dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma: “Respirare sigarette, proprie e altrui, determina il 90% del totale dei decessi per tumore del polmone. E il fumo passivo è un importante fattore di rischio, che aumenta fino al 30% le probabilità di sviluppare la malattia”.

Francesco Cognetti, presidente della fondazione “Insieme contro il cancro”, spiega la proposta che da ottobre sara’ portata avanti in un tour di sensibilizzazione in otto regioni: “Bisogna rafforzare gli ottimi risultati della legge ‘Sirchia’. Le sigarette possono trasformare il salotto di casa o l’abitacolo dell’automobile in vere e proprie camere a gas. Sarebbe opportuno estendere i divieti antifumo a tutti gli ambienti chiusi o troppo affollati come automobili, spiagge, stadi e parchi. Solo cosi’ e’ possibile difendere la salute di tutti i cittadini, specialmente delle persone piu’ a rischio, come le donne in gravidanza e i bambini”.

Silvia Novello, presidente di Walce, sottolinea: “La parabola del consumo di sigarette per le donne e’ in netta crescita e in correlazione diretta con la mortalita’ per cancro al polmone”. Il problema riguarda anche i minori: 8 ragazzi su 10 dichiarano di aver cominciato a fumare per emulazione, e nel 22% degli italiani che fumano regolarmente sono compresi i ragazzi dai 15 anni in su. Di qui l’impegno della Boeringher Ingelheim, per la quale la presidente Anna Maria Porrini ha illustrato un kit dedicato ai piu’ giovani e l’impegno della casa farmaceutica per contrastare la forte presenza di fumatori nei film. Un secondo aspetto dell’indagine riguarda gli oncologi.

Le interviste effettuate su 850 specialisti evidenziano come i loro pazienti necessitino di maggiori informazioni sulla prevenzione.

Il 78% degli oncologi ritiene che questi pazienti siano colpevolizzati, soprattutto se si tratta di fumatori.

L’86% afferma che lo stigma puo’ influire negativamente sullo stato di salute complessivo. Sul fronte della terapia si evidenzia come negli ultimi anni sia aumentata la soglia dei pazienti che sopravvivono oltre i 5 anni dalla diagnosi (negli uomini dal 10 al 14%, nelle donne dal 12 al 18%).

Noi non commentiamo…

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