Alzheimer ecco la causa: può essere contenuta negli ansiolitici Alzheimer ecco la causa: può essere contenuta negli ansiolitici

Alzheimer ecco la causa: può essere contenuta negli ansiolitici

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Alzheimer ecco la causa: può essere contenuta negli ansiolitici Da uno studio condotto  da ricercatori dell’Università di Bordeaux in Francia e dell’Università di Montreal... Alzheimer ecco la causa: può essere contenuta negli ansiolitici

Alzheimer ecco la causa: può essere contenuta negli ansiolitici

Da uno studio condotto  da ricercatori dell’Università di Bordeaux in Francia e dell’Università di Montreal in Canada è stato stabilito che la causa del temibile morbo di Alzheimer può essere l’assunzione di ansiolitici che contengono  benzodiazepine.

Lo studio ha stabilito che assumere per oltre 3 mesi ansiolitici che hanno come principio attivo il benzodiazepine aumenta la possibilità dell’ insorgenza dell’ Alzheimer di oltre il 50%.

Lo studio è stato condotto rapportando 1800 cartelle cliniche di pazienti di Alzheimer con oltre 7.100 persone  che non avevano contratto il morbo ma che facevano uso di antidepressivi.

Da questa analisi il team di ricercatori francesi e canadese ha potuto stabilire che uno delle cause che può determinare l’insorgenza del morbo di Alzheimer è oltre al fattore ereditario anche aver assunto degli ansiolitici contenenti benzodiazepine.

Alzheimer ecco la causa: può essere contenuta negli ansiolitici

I ricercatori hanno stabilito che più a lungo è durata la terapia con l’assunzione di benzodiazepine più si è esposti al rischio di contrarre il morbo di Alzheimer.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla nota rivista scientifica del “British Medical Journal”.

I ricercatori consigliano , soprattutto alle persone anziane, ai pazienti di non assumere più di tre mesi degli ansiolitici contenenti benzodiazepine.

Sophie Billioti de Gage,  capo del team di ricerche dei studiosi dell’Università di Bordeaux in Francia e dell’Università di Montreal in Canada, ha commentato i risultati dello studio: “Ad ogni modo servono ulteriori studi per arrivare a provare in via definitiva che le benzodiazepine causino l’aumento di rischio. Inoltre si noti che le linee guida internazionali raccomandano terapie brevi, quindi il rischio da noi evidenziato si riferisce a un uso dei farmaci al di fuori delle raccomandazioni”.

L’Alzheimer è una malattia scoperta agli inizi del 900 ma è passato più di un secolo ed ancora oggi non è noto come sorge il morbo e non vi sono adeguate medicine per contrastarlo e per cercare di bloccare lo stato di avanzamento che cancella la memoria della persona che ha contratto questa patologia.

Nel mondo i malati di Alzheimer, over 65enni , sono più di 44 milioni un numero destinato a salire e quasi a raddoppiare nel giro dei prossimi 40 anni .

Molte sono le ricerche che vengono svolte su questa terribile patologia ma non è facile trovare la cura a una malattia che colpisce la parte più delicata del corpo il cervello con sintomi atroci quali frequenti sbalzi di umore, la perdita di memoria e porta anche a non riconoscere i propri familiari vittime anche loro di una patologia che non lascia scampo

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