Google, molte app potrebbero sparire per abuso delle API Google, molte app potrebbero sparire per abuso delle API
Tra una manciata di giorni potremmo vedere improvvisamente sparire dall’App Store Android decine di applicazioni, e il motivo è presto svelato. Google ha da... Google, molte app potrebbero sparire per abuso delle API

Tra una manciata di giorni potremmo vedere improvvisamente sparire dall’App Store Android decine di applicazioni, e il motivo è presto svelato.

Google ha da tempo messo a disposizione degli sviluppatori di app Android delle API per i servizi di accessibilità che, nei piani di Big G, dovrebbero essere sfruttare per sviluppare servizi che rendano un po’ più semplice la vita degli utenti disabili. Non è però un segreto che centinaia di app ne facciano uso non tanto per tali scopi, bensì per creare overlay al fine di interagire con altre app.

Google sembra non voler più tollerare questa pratica, tanto che ha in programma un vero e proprio giro di vite per queste app, che rischiano di venire rimosse dal Play Store, se non si adegueranno alle direttive.

L’uso indiscriminato di queste API infatti, può diventare una potente e pericolosa arma per le app malevole, causando seri problemi di sicurezza.

Le API di accessibilità sono infatti collegate a diverse app come Tasker, Universal Copy, Cerberus, Network Monitor e addirittura le App Locked. In quest’ultimo caso però gli utenti sanno che per utilizzare l’app sono costretti ad attivale le API di accessibilità. Tutto ciò ha portato a delle conseguenze quasi irrimediabili dato che tramite le API sarebbe possibile reperire dei dati sensibili minando così la sicurezza di coloro che quotidianamente usano gli apparecchi Android. Sulla base di queste motivazioni Google ha deciso di bloccare le Api in questione costringendo così Android a riqualificare il tutto.

Nel corso dell’ultimo fine settimana, diversi sviluppatori hanno ricevuto una e-mail su tale questione. Il testo riportato nella mail, in particolare, spiega che le API di Accessibilità dovrebbero essere soltanto utilizzate per aiutare gli utenti con disabilità. Da questo momento in poi, i developer dovranno spiegare agli utenti come si usano le API così da poter aiutare i disabili.

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