Google, in barba alla privacy, traccia i nostri spostamenti Google, in barba alla privacy, traccia i nostri spostamenti

Google, in barba alla privacy, traccia i nostri spostamenti

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Negli ultimi mesi abbiamo avuto modo di parlare più volte di privacy e di come tanti, troppi, colossi tecnologici e soprattutto social non tutelino... Google, in barba alla privacy, traccia i nostri spostamenti

Negli ultimi mesi abbiamo avuto modo di parlare più volte di privacy e di come tanti, troppi, colossi tecnologici e soprattutto social non tutelino abbastanza la nostra riservatezza.

Anche quando siamo convinti che i nostri dati siano al sicuro, questi magari sono finiti su piattaforme terze che le utilizzano per scopi pubblicitari o, peggio ancora, sono potenzialmente accessibili a chiunque, malintenzionati compresi, col rischio concreto di vederci i conti svuotati o i dati usati per truffe ed illeciti vari.

Ancora una volta, a finire nel mirino, è Google: molti servizi Google sui dispositivi Android e IOS registrano infatti i movimenti degli utenti, anche se le impostazioni sulla privacy selezionate chiedono esplicitamente di non farlo.

Un nuova inchiesta dell’Associated Press ha infatti dimostrato che i dati sulla posizione vengono continuamente registrati da Google, anche se l’utente ha utilizzato un’impostazione di privacy che ne vieta esplicitamente la raccolta e il trattamento. I risultati riportati dall’analisi di Ap sono stati poi confermati anche dai ricercatori di informatica della Princeton University degli Stati Uniti.

In generale, Il posto principale in cui finiscono i nostri dati sugli spostamenti è la “Cronologia delle posizioni”, un servizio che permette di «ricevere risultati e consigli migliori sui prodotti Google» come «consigli basati su luoghi che hai visitato con dispositivi su cui hai eseguito l’accesso oppure previsioni sul traffico lungo il tuo tragitto giornaliero».

Google dice che «puoi disattivare la Cronologia delle posizioni in qualsiasi momento. Se è disattivata, i luoghi che visiti non vengono più memorizzati».

Ma nella realtà, hanno dimostrato i ricercatori, Google raccoglie le informazioni sulla posizione (associata all’ora) anche degli utenti che hanno deselezionato l’opzione Cronologia delle posizioni: per esempio quando apre Maps, ma non solo. Anche per fornire gli aggiornamenti meteo quotidiani automatici su Android, per esempio, oppure per ricerche molto generiche su Google, che non hanno apparentemente niente a che vedere con la propria posizione.

Google, da parte sua, ha dichiarato che la compagnia utilizza le informazioni private degli utenti per ottimizzare le funzioni messe a disposizione dei fruitori, fornendo dettagliate descrizioni degli strumenti per disabilitare ed eliminare la cronologia degli spostamenti effettuati. Google spiega che è inoltre possibile disattivare l’impostazione ‘Attività Web’ e ‘App’ per impedire il salvataggio delle informazioni legate alla posizione.

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