Google, costa caro restare sui dispositivi Apple Google, costa caro restare sui dispositivi Apple

Google, costa caro restare sui dispositivi Apple

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Appare scontato, quando si compra un device mobile, trovare Google come motore di ricerca predefinito: del resto non ci facciamo neppure più caso, essendo... Google, costa caro restare sui dispositivi Apple

Appare scontato, quando si compra un device mobile, trovare Google come motore di ricerca predefinito: del resto non ci facciamo neppure più caso, essendo quello più conosciuto ed utilizzato al mondo, sugli smartphone ed anche sui pc.

Ma in realtà questo “privilegio” a Google costa caro, soprattutto quando si parla dei device di casa Apple: già nel 2014 sborsò un miliardo per non essere sostituita da Bing.

E negli anni le cifre si sino moltiplicate: secondo un report di un analista di Goldman Sachs, ripreso da Business Insider, Google per il 2019 verserà ben 12 miliardi di dollari a Cupertino, tre in più rispetto ai 9 miliardi pagati nel 2018.

Cifre da capogiro, che tuttavia sarebbero giustificate dal fatturato che Google riesce a generare grazie alle visite e alle ricerche degli utenti dei dispositivi di Cupertino.

Si stima infatti che circa il 50 per cento di tutti i suoi ricavi della pubblicità siano generati su dispositivi iOS. Se Google decidesse di smettere di pagare Apple, si prenderebbe un bel rischio: la sua unica speranza sarebbe quella di puntare sull’affiatamento dei suoi seguaci, sul fatto cioè che ormai il suo motore di ricerca è talmente conosciuto e apprezzato che tutti deciderebbero di cambiare il motore impostato per default da Apple.

12 miliardi è quindi la ‘tassa’ che Google paga a Apple per rendere il suo motore di ricerca predefinito su iOS, più precisamente sul browser Safari, sviluppato da Apple e preinstallato in ogni iPhone e iPad.

“Riteniamo che queste entrate vengano addebitate in base al numeri di ricerche effettuate dagli utenti sulla piattaforma di Apple, Siri, o da Safari” – ha spiegato un rappresentate di Goldman.

Ricordiamo comunque che, al di là del salato accordo tra i due colossi, per la funzione Siri Cupertino si affida al motore di ricerca Bing di Microsoft.

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