Google copia le canzoni dal sito Genius? Google copia le canzoni dal sito Genius?

Google copia le canzoni dal sito Genius?

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Non è certo raro che i grandi colossi siano costretti a tutelare la proprietà intellettuale delle proprie idee, nonostante siano depositate e brevettate, e... Google copia le canzoni dal sito Genius?

Non è certo raro che i grandi colossi siano costretti a tutelare la proprietà intellettuale delle proprie idee, nonostante siano depositate e brevettate, e non è neppure insolito il contrario, cioè che siano costretti a difendersi dall’accusa di plagio.

Con un’accusa del genere se la sta vedendo anche Google: a quanto pare la casa di Mountain View avrebbe copiato i testi delle canzoni elaborati dal sito Genius.com. Sono proprio i gestori della piattaforma a lanciare l’accusa, adducendo prove inconfutabili per avvalorarla – come le ha definite Ben Gross, Chief Strategy Officer di Genius.

Ormai sono due anni  che la diatriba va avanti: la prima lettera con cui Genius ha accusato Google di rubare i suoi contenuti risale al 2017 mentre l’ultima, inviata ad aprile e letta dal Wall Street Journal, contiene la minaccia di segnalare i comportamenti di Google all’agenzia antitrust americana.

Genius sostiene infatti che il motore di ricerca violi le leggi sul diritto d’autore e sulla concorrenza, perché sfrutta contenuti altrui per rafforzare la sua posizione dominante sul mercato.

Un’accusa non da poco, da cui il colosso si è difeso affermando di non curare in prima persona i testi delle canzoni mostrati nelle SERP del motore di ricerca, ma di ottenerli da partner che li concedono su licenza: “I testi dei brani visualizzati nelle schede informative nella Ricerca di Google sono stati ottenuti in licenza da svariate fonti e non sono presi da altri siti Web. Prendiamo molto seriamente la qualità dei dati e i diritti d’autore e riconosciamo ai partner licenziatari la responsabilità dei termini dell’accordo. Faremo le dovute valutazioni sul caso con i partner e porremo fine agli accordi laddove emergesse che non stanno rispettando le giuste pratiche”.

 

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