Urbano Cairo sconvolge tutti pensando al fatturato Urbano Cairo sconvolge tutti pensando al fatturato

Urbano Cairo sconvolge tutti pensando al fatturato

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Dai politici alla gente comune, tutti abbiamo capito che in queste settimana c’è essenzialmente una sola scelta da fare, quella tra salute ed economia.... Urbano Cairo sconvolge tutti pensando al fatturato

Dai politici alla gente comune, tutti abbiamo capito che in queste settimana c’è essenzialmente una sola scelta da fare, quella tra salute ed economia.

Sapevamo tutti che fermare tutte le attività non necessarie significava paralizzare l’economia, ma in gioco c’è la salute di centinaia di migliaia di persone e la scelta è stata quindi unanime.

Ma anche in questa emergenza c’è chi mette al primo posto il fatturato: ha sconvolto e fatto molto discutere un video di Urbano Cairo indirizzato ai suoi venditori.

L’imprenditore in particolare invita i suoi uomini a sfruttare commercialmente il momento difficile del Paese: l’emergenza coronavirus ha fatto crescere enormemente gli accessi dei suoi siti di informazione e gli investitori sono pronti ad investire nei suoi canali.

Come abbiamo detto, il messaggio è stato giudicato fin troppo cinico dai più, che lo hanno ricoperto di critiche, quando non proprio di insulti.

Tanto che il patron granata, presidente tra l’altro dei gruppi editoriali RCS e Cairo Communication, ha fatto un nuovo video per chiarire la sua posizione: “Ho pubblicato un video per incitare i miei venditori a non mollare anche in un momento di crisi. Ho visto però che qualcuno che mi ha criticato accusandomi di pensare solo ai fatturati. Ovviamente non è così. Io sono il primo preoccupato della situazione generale dovuta al coronavirus. Prima ancora che venissero prese misure drastiche, sono stato uno dei primi a chiedere misure più restrittive per contenere il contagio, già dall’8 di marzo. La mia preoccupazione è sempre stata tantissima e con i miei giornali e La7 approfondiamo l’argomento minuto per minuto”.

E ancora: “RCS e il gruppo Cairo punta molto sulla pubblicità, che è il 45% del nostro fatturato. Non possiamo fermarci e dobbiamo cercare di reagire, perché ho 4.500 dipendenti e altre 4500 persone legate all’indotto delle nostre aziende e dobbiamo mantenere il loro posto di lavoro; per noi è fondamentale segnalare ai nostri venditori e di conseguenza ai clienti che le cose per noi dal punto di vista degli ascolti vanno bene. Prima o poi il Paese uscirà da questa crisi e in quel momento le aziende dovranno essere in grado di riprendere il cammino o la loro corsa. Se oggi ci dimentichiamo di quello che va fatto dal punto di vista lavorativo quando usciremo da questa crisi le cose saranno molto gravi”.

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