La tecnologia nel programma di Draghi: 5G e non solo, le novità La tecnologia nel programma di Draghi: 5G e non solo, le novità

La tecnologia nel programma di Draghi: 5G e non solo, le novità

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Cosa farà il nuovo governo per il potenziamento tecnologico del Paese? La tecnologia nel programma di Draghi: 5G e non solo, le novità

Sono anni che in Italia si parla del bisogno di una spinta in più nel campo dell’innovazione tecnologica, un’accelerazione che viene al tempo stesso richiesta e impressa dagli obiettivi strategici del Next Generation Eu. Adesso nel nostro paese si è da poco insediato il nuovo governo guidato da Mario Draghi, il quale ha esposto alle Camere il suo Programma nazionale di Ripresa e Resilienza; all’interno di questo piano a lungo termine un posto d’onore lo occupa proprio lo sviluppo della digitalizzazione, che dovrebbe permeare tutte le aree d’azione del nuovo esecutivo. La tecnologia per Draghi sarà quindi uno strumento trasversale, che guiderà l’operato del governo in tutti gli ambiti: dall’ambiente alla sanità, dalle imprese alla scuola, dalla pubblica amministrazione alla realizzazione di opere pubbliche.

La prima cosa da fare sarà sicuramente il potenziamento dell’infrastruttura della banda larga, che viaggia ancora a velocità diverse lungo il paese a seconda che ci si trovi al Nord, al Centro o al Sud; questo andrà ovviamente di pari passo anche con lo sviluppo e l’implementazione della tecnologia 5G, due modi per rendere l’Italia più connessa in un momento in cui smart working e didattica a distanza hanno sicuramente evidenziato come ancora vaste porzioni di territorio siano indietro da questo punto di vista. Tra i campi più importanti in cui è fondamentale muovere passi avanti c’è la sanità, soprattutto in questo periodo storico: il nuovo governo si è posto come obiettivo il rafforzamento della telemedicina per curare a distanza e con più rapidità i pazienti, verso il modello della cosiddetta connected care che durante una pandemia diventa davvero un’arma in più contro il rischio di contagio. Attenzione anche all’ambiente, per cui si seguirà un approccio più attento guidato anche dal cloud computing, tramite i dati raccolti grazie alle tecnologie aerospaziali. Tornando a terra, a livello di manutenzione delle opere pubbliche e di tutela del territorio si vuole utilizzare soprattutto l’intelligenza artificiale e le tecnologie digitali per monitorare e soprattutto prevedere ed evitare eventuali fenomeni di deterioramento, che purtroppo possono trasformarsi in tragedie come quella del Ponte Morandi.

La pubblica amministrazione dovrà giovare di una digitalizzazione, con il presidente Draghi che ha annunciato investimenti in connettività e nella realizzazione di piattaforme utilizzabili facilmente dai cittadini, mentre per quanto riguarda la scuola il premier ha espresso la volontà di porre l’attenzione soprattutto sull’offerta educativa di istituti tecnici in area digitale e ambientale e sulla formazione in questo senso del personale docente. Un programma di certo ambizioso, forse anche troppo, la cui buona riuscita potrebbe di sicuro rappresentare una svolta per la vita del paese.

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